Esistono sistemi sicuri per vincere alle scommesse? La matematica del margine

Esistono sistemi sicuri per vincere alle scommesse? La matematica del margine

Sistemi sicuri per vincere alle scommesse non ne esistono, e il motivo non è la sfortuna né la bravura di chi compila la schedina: è aritmetica. Ogni quota pubblicata da un bookmaker contiene un margine, cioè una quota di denaro che resta alla casa a prescindere da come va la partita. Quel margine non si trova in una scommessa singola più che in un'altra e non si annulla combinando, moltiplicando o alternando le puntate: le combinazioni lo moltiplicano fra loro. Qui sotto c'è il calcolo per intero, con numeri che chiunque può rifare in trenta secondi.

Come funzionano le quote delle scommesse?

Una quota decimale dice quanto torna in tutto per ogni euro giocato, puntata inclusa. Quota 2,00 restituisce 2 euro per ogni euro, quota 3,40 ne restituisce 3,40.

Sotto quel numero c'è una probabilità. Dividendo 100 per la quota si ottiene la probabilità implicita, cioè quanto quel prezzo dà per probabile l'esito:

  • quota 2,00 corrisponde al 50,00%
  • quota 3,40 corrisponde al 29,41%
  • quota 3,80 corrisponde al 26,32%

Sono numeri scelti qui come esempio, non quote rilevate su una partita reale, ma l'ordine di grandezza è quello di un normale 1X2 di campionato. Il conto si può rifare su qualunque palinsesto di un operatore in concessione, per esempio quello di Betsson, prendendo una partita a caso e una calcolatrice.

Dove si nasconde il margine in una tripla di quote?

Nella somma. Casa, pareggio e trasferta sono i tre soli esiti possibili di una partita: uno dei tre accade sempre, quindi le loro probabilità dovrebbero sommare esattamente a 100%.

Sommiamo quelle di prima: 50,00 + 29,41 + 26,32 fa 105,73%.

Quel 5,73 di troppo non è un errore di arrotondamento e non descrive nessun evento. È il margine, e su 100 euro distribuiti su tutti e tre gli esiti in proporzione, il ritorno medio è 100 diviso 105,73, cioè il 94,58%. Poco più di 5 euro ogni 100 restano al bookmaker, chiunque vinca la partita.

Si può guardare anche dall'altro lato. Se quelle stesse probabilità fossero pagate senza margine, le quote sarebbero 2,11, 3,59 e 4,02 invece di 2,00, 3,40 e 3,80. Il margine non è una tassa aggiunta in fondo alla schedina: è già dentro il prezzo, come lo spread di un cambio valuta. Nessuno lo nasconde e nessuno è obbligato a segnalarlo, perché il numero esposto è già quello netto.

Esistono sistemi matematici per vincere alle scommesse?

Esistono sistemi matematici, e funzionano esattamente come dichiarano: ridistribuiscono le puntate nel tempo. Quello che non fanno è toccare il 94,58%.

Le progressioni. La più nota raddoppia la puntata dopo ogni perdita, così che la prima vincita recuperi tutto. Sulla carta è impeccabile, nella pratica ha due limiti che non dipendono dall'abilità di nessuno. Il primo è la crescita: alla decima puntata consecutiva si sta rischiando 512 volte la posta iniziale, e il totale già esposto è 1.023 volte. Il secondo è che ogni singola puntata della catena porta con sé lo stesso margine di sempre. Una progressione non trasforma dieci scommesse sfavorevoli in una favorevole: le mette in fila.

Le multiple. Qui la matematica è ancora più netta, perché il margine si compone. Se una singola rende in media il 94,58%, una doppia rende quel valore moltiplicato per sé stesso, cioè l'89,45%, e una tripla l'84,61%. Ogni evento aggiunto al biglietto aggiunge il proprio margine sopra quello degli altri: a tre eventi la parte che resta alla casa è di 15,39 euro ogni 100, quasi il triplo dei 5,42 di una singola.

I metodi statistici. Contare le partite senza gol, seguire le squadre reduci da tre sconfitte, giocare l'under dopo due over: sono regole di selezione. Una regola di selezione ha senso solo se individua casi in cui la quota è più alta di quanto l'esito valga davvero, che è tutt'altro discorso e si chiama valore di una quota. Applicata alla cieca a quote di mercato, sposta quali partite si giocano, non quanto quelle partite rendono in media.

Il punto comune ai tre casi è lo stesso: un sistema cambia la forma delle oscillazioni, la frequenza delle vincite e l'ampiezza delle perdite. Non sposta la media, perché la media è scritta nel prezzo.

Cosa vende chi promette sistemi sicuri per vincere alle scommesse?

Vende quasi sempre la stessa cosa: una sequenza di puntate, un foglio di calcolo e una serie di risultati passati.

Vale la pena osservare come sono costruite quelle promesse, perché la struttura si ripete. Il rendimento mostrato è quasi sempre retrospettivo, cioè applicato a partite già giocate, dove ogni regola può essere aggiustata finché il totale non torna. Le perdite vengono presentate come "fasi negative fisiologiche" da superare aumentando la posta, il che sposta il rischio sul lettore e non sul metodo. E la condizione d'uso, di solito scritta in fondo, è che il sistema vada seguito per intero e per un tempo lungo: una condizione che rende l'affermazione impossibile da smentire, perché ogni risultato deludente può essere attribuito a un'applicazione imperfetta.

Sul piano aritmetico non c'è niente da confutare: un metodo sicuro per vincere alle scommesse dovrebbe far sparire il 5,73% in eccesso di ogni mercato su cui si gioca, e nessuna sequenza di puntate ha il potere di modificare i prezzi esposti. Chi avesse trovato davvero il modo di battere sistematicamente il margine non avrebbe alcun motivo economico per venderlo a rate.

L'arbitraggio scommesse sportive è l'eccezione?

È l'unico caso in cui la matematica lascia una porta socchiusa, ed è utile spiegarlo con precisione perché è una domanda che si fa in molti.

L'arbitraggio non è un sistema di puntata: è coprire tutti gli esiti di un evento su bookmaker diversi, sfruttando il fatto che due operatori possono valutare la stessa partita in modo leggermente diverso. Se le probabilità implicite calcolate prendendo per ogni esito la quota migliore disponibile sul mercato sommano a meno di 100, esiste una combinazione di puntate che chiude in attivo qualunque sia il risultato. Le quote di operatori diversi, per esempio quelle di Bwin messe accanto a quelle di un altro sito in concessione, non coincidono mai al centesimo.

Detto questo, i limiti pratici sono seri. Le occasioni del genere sono rare, brevi e di entità minima, perché i bookmaker osservano il mercato l'uno dell'altro e correggono in fretta. Richiedono capitale fermo su più conti contemporaneamente, tempi di reazione che una persona davanti al telefono non ha, e un errore di pochi secondi o una quota che si muove prima della conferma trasformano l'operazione in una perdita secca. Gli operatori inoltre possono limitare o chiudere i conti che riconoscono come arbitraggisti, una facoltà che le condizioni contrattuali di norma si riservano. È un'attività tecnica e faticosa, non una scorciatoia, e soprattutto non è quello che promette chi vende un "metodo".

Cosa si può fare al posto di cercare un sistema?

Cambiare la domanda. Non "quale sequenza di puntate mi fa vincere", che ha una risposta aritmetica negativa, ma "questa quota paga più di quanto valga l'esito secondo me": la prima è una scorciatoia che non esiste, la seconda è il lavoro vero, incerto e senza garanzie di nessun tipo. Se vuoi partire dalle basi, la guida a come funzionano le scommesse sportive di Scommessetop365 spiega mercati, quote e tipi di giocata prima di qualunque discorso di strategia.

Restano poi due cose concrete e verificabili. La prima è saper leggere il margine: sommare le probabilità implicite di un mercato prima di giocarlo dice quanto costa quel mercato, ed è un conto che si fa in un minuto. La seconda è decidere in anticipo quanto si è disposti a perdere, che è l'argomento della guida sulla gestione del bankroll. Nessuna delle due fa vincere. Servono a sapere cosa si sta facendo, che è un obiettivo diverso e raggiungibile.

I link agli operatori presenti in questa pagina sono commerciali: se apri un conto potremmo ricevere un compenso, senza costi aggiuntivi per te e senza che questo cambi quello che leggi qui. Verifica sempre che il sito abbia licenza rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che in Italia distingue un operatore legale da uno che non lo è.

Domande frequenti

Il margine è lo stesso su tutti i mercati?

No, e si può controllare da soli con lo stesso conto: si prendono tutte le quote di un mercato, si divide 100 per ciascuna e si sommano i risultati. Su un 1X2 gli esiti da sommare sono tre, su un over/under due, su un risultato esatto o sul marcatore diverse decine. In generale, più esiti ha un mercato e più il totale tende a scostarsi da 100, il che rende i mercati con tanti esiti i più cari da giocare a parità di importo. La regola pratica è che una quota alta e un margine basso sono due cose scollegate: il margine si vede solo guardando l'intero mercato, mai una riga sola.

Se un sito espone quote più alte significa che ha un margine più basso?

Non necessariamente, perché un operatore può alzare un esito e abbassarne un altro lasciando la somma invariata. Il confronto ha senso solo a mercato intero e sulla stessa partita nello stesso momento: due quote lette a mezz'ora di distanza non sono confrontabili, visto che i prezzi si muovono con le notizie di formazione e con il denaro giocato. Aprendo lo stesso 1X2 su due concessionari, per esempio su Eurobet e su un altro sito, e facendo la somma su entrambi, il totale più vicino a 100 indica il mercato meno caro dei due.

Perché in giro si vedono lunghe serie di schedine vincenti?

Perché si vedono solo quelle. Chi pubblica risultati sceglie cosa pubblicare, e con un numero sufficiente di persone che giocano contemporaneamente qualcuno chiude in attivo per settimane senza che questo dimostri nulla sul metodo usato: è lo stesso motivo per cui in un torneo di lancio di monetine qualcuno arriva in finale con dieci teste di fila. La verifica seria di una serie richiede lo storico completo, puntate incluse, comprese quelle perdenti e quelle mai mostrate. Quando quello storico non è disponibile, la serie non è una prova ma un aneddoto scelto.

Prima di giocare

Le scommesse sportive hanno un margine strutturale a favore del bookmaker e nessun sistema, metodo o progressione lo elimina. Sul lungo periodo il risultato atteso di chi gioca a quote di mercato è una perdita, e niente di quanto scritto qui la trasforma in un guadagno.

Il gioco è riservato ai maggiorenni di 18 anni, è consentito solo su siti con licenza ADM e può causare dipendenza patologica. Gli strumenti di autolimitazione e l'autoesclusione si trovano nell'area personale di ogni sito in concessione. Gioca esclusivamente somme che puoi permetterti di perdere, decidi budget e tempo prima di iniziare invece che durante, e non giocare per recuperare quanto hai perso.

Se pensi che il gioco stia diventando un problema per te o per una persona vicina, il Telefono Verde nazionale 800 558822 dell'Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo. Trovi informazioni e servizi sul territorio nella sezione dedicata dell'ISS e sul portale del Ministero della Salute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scommessetop365