Termini del poker in italiano: il glossario spiegato fase per fase

Termini del poker in italiano: il glossario spiegato fase per fase

I termini del poker in italiano sono pochi, e questa è la prima cosa da sapere: il vocabolario del gioco è quasi tutto inglese, e anche ai tavoli di Roma o Milano si dice check, raise e all-in senza tradurre niente. Quello che serve davvero non è quindi una traduzione parola per parola, ma sapere in quale momento della mano ciascun termine si usa e cosa comporta per chi lo pronuncia. Qui sotto trovi il glossario raggruppato proprio così, per fasi: le azioni di puntata, i nomi dei giri di carte, le posizioni al tavolo, i termini tecnici che descrivono una mano e lo slang che senti nei commenti ma non nel regolamento.

Perché i termini del poker sono quasi tutti in inglese?

Il Texas Hold'em si è diffuso nel mondo con il suo vocabolario già formato in inglese, e quando è arrivato in Italia è arrivato insieme a quello. Le sale online lo hanno consolidato: i pulsanti di un tavolo si chiamano fold, call e raise un po' ovunque, e chi impara lì dentro impara quelle parole, non le loro traduzioni.

Qualche termine italiano però resiste, e sono quelli che circolavano già prima. Il piatto resta il piatto e quasi nessuno lo chiama pot a voce. Il buio è la puntata obbligata, anche se le sigle che leggi scritte sono SB e BB. Il mazziere distribuisce, anche se il segnalino che indica chi fa da mazziere lo chiamano tutti bottone o dealer button.

Soprattutto, i nomi dei punti sono rimasti italiani per intero: coppia, doppia coppia, tris, scala, colore, full, poker, scala colore e scala reale. Nessuno al tavolo dice "flush" o "quads", e questo è il motivo per cui un principiante capisce benissimo chi ha vinto la mano ma non capisce niente di come ci si è arrivati. Se la scala dei punti ti serve nell'ordine esatto, l'abbiamo già messa in fila nell'articolo sui punteggi del poker dalla carta alta alla scala reale.

Quali sono i termini del poker in italiano per puntare, passare e rilanciare?

Sono cinque azioni e non di più. In ogni giro di puntate, dal primo all'ultimo, un giocatore può fare solo una di queste cose, e tutto il resto del vocabolario descrive sfumature di queste cinque.

Termine Traduzione Cosa vuol dire al tavolo
Check Passare la parola Resti nella mano senza mettere fiches. Possibile solo se nessuno prima di te ha puntato in questo giro. Dal vivo si segnala battendo le nocche sul tavolo, ed è per questo che si dice anche "bussare".
Bet Puntare Sei il primo a mettere fiches in questo giro. La cifra minima e massima dipendono dal limite del tavolo.
Call Vedere, chiamare Pareggi la puntata di chi ti precede, né più né meno, e resti in gioco.
Raise Rilanciare Pareggi e aggiungi. Riapri il giro: chi aveva già messo fiches deve decidere di nuovo.
Fold Passare, lasciare Butti le carte e rinunci a tutto quello che hai già messo nel piatto. È l'unica azione sempre disponibile.

L'all-in non è una sesta azione ma un caso particolare: è una puntata o un rilancio fatto con tutte le fiches che hai davanti. Da quel momento non hai più decisioni da prendere fino alla fine della mano, e se qualcuno ti supera con uno stack più grande la parte che non puoi coprire finisce in un piatto laterale che non potrai vincere. Il meccanismo, con i conti fatti, è nell'articolo su cosa significa all-in e quando ha senso farlo.

Come si chiamano le fasi di una mano di Texas Hold'em?

Una mano è fatta di quattro giri di puntate separati da carte che si scoprono. Ogni giro ha un nome, e quel nome è il modo più veloce per capire di quale momento si sta parlando.

Fase Carte in comune Cosa succede
Preflop Nessuna Hai solo le tue due carte coperte, le hole cards. Si paga il buio e si apre il primo giro di puntate.
Flop 3, scoperte insieme Arrivano tre carte comuni in un colpo solo. È il momento in cui la maggior parte delle mani cambia valore.
Turn 4 Si scopre la quarta carta comune, da sola. Si chiama anche fourth street.
River 5 L'ultima carta comune. Dopo di questa nessuna mano può più migliorare.
Showdown 5 Chi è rimasto scopre le carte e si confrontano i punti. Chi perde può fare muck, cioè scartare senza mostrare.

Due parole che sentirai spesso attorno a questo schema: il board è l'insieme delle carte comuni sul tavolo, e street è il nome generico di un giro di puntate, per cui "giocare tre street" vuol dire che si è puntato in tre giri su quattro. Le fasi sono identiche ovunque tu giochi, dal vivo o online, perché discendono dal regolamento del gioco e non dalla sala che lo ospita. Quello che cambia da un sito all'altro è altro, a cominciare dalla concessione ADM, che hanno operatori come Bwin.

Che nome hanno le posizioni al tavolo da poker?

Le posizioni non sono dei posti fissi: sono definite rispetto al bottone, che si sposta di un posto a sinistra a ogni mano. Per questo hanno nomi propri e non numeri.

  • Bottone (button, BU): il segnalino del mazziere. Chi ce l'ha parla per ultimo in tutti i giri dopo il preflop.
  • Small blind (SB) e big blind (BB): i due giocatori alla sinistra del bottone, che mettono fiches nel piatto prima ancora di vedere le carte. Il big blind paga il doppio del small blind.
  • Under the gun (UTG): il primo a parlare nel preflop, subito dopo i bui. È la posizione più scomoda del tavolo perché decide senza avere visto nessuno.
  • Lojack, hijack, cutoff: i tre posti che precedono il bottone, nell'ordine. Il cutoff è quello immediatamente prima.
  • Heads-up: il tavolo a due giocatori, dove la struttura si capovolge e il bottone è anche small blind.

Perché l'ordine di parola conta tanto da meritare un nome per ogni sedia lo abbiamo spiegato nell'articolo sulle posizioni al tavolo e su come decidono la mano.

Quali sono i termini tecnici del poker per descrivere una mano?

Qui sta la parte di vocabolario che separa chi segue una telecronaca da chi la capisce. Sono i termini con cui si misura una mano invece di raccontarla.

  • Range: l'insieme delle mani che un giocatore potrebbe avere in quella situazione. Non si dice mai "secondo me ha asso e re", si dice che il suo range è largo o stretto.
  • Equity: la fetta di piatto che ti spetterebbe in media con le carte che hai, se la mano si giocasse fino in fondo molte volte.
  • Draw (progetto) e outs: un draw è una mano non ancora fatta che può completarsi, per esempio quattro carte dello stesso seme in attesa della quinta. Gli outs sono le carte del mazzo che la completerebbero.
  • Pot odds: il rapporto fra quanto devi mettere per restare nella mano e quanto c'è già nel piatto. È un conto, non un'opinione.
  • Kicker: la carta che decide quando due giocatori hanno lo stesso punto. Con una coppia di assi per entrambi, vince chi ha la carta più alta accanto. È il motivo per cui asso e re e asso e due non sono la stessa mano pur facendo la stessa coppia.
  • Nuts: la mano migliore possibile su quel board in quel momento. Cambia a ogni carta scoperta.

Quali termini riguardano i soldi, i tornei e il conto di gioco?

Questa famiglia di parole non descrive le carte ma la cornice: quanto metti, quanto costa giocare e in che formato.

Termine Cosa indica
Stack Le fiches che hai davanti in quel momento. Si misura spesso in big blind, perché venti big blind sono venti big blind a qualunque livello.
Cash game Tavolo dove le fiches valgono denaro, si entra e si esce quando si vuole.
Torneo Si paga un ingresso, si ricevono fiches senza valore diretto e si gioca finché non resta uno.
Buy-in Il costo di ingresso a un torneo, o la somma con cui ti siedi a un cash game.
Rake La quota trattenuta dalla sala. Nel cash game si prende dal piatto, nei tornei è una percentuale aggiunta al buy-in.
Ante Una piccola quota versata da tutti i giocatori, non solo da chi è ai bui. In molti tornei si aggiunge dopo i primi livelli.
Bolla (bubble) Il momento in cui manca un solo eliminato prima che tutti i rimasti vadano a premio.
Freezeout, rebuy, re-entry Formati di torneo: nel primo chi esce è fuori, negli altri si può rientrare entro certi limiti.
Bankroll Il totale che hai destinato al gioco, separato dai soldi di tutti i giorni.

Buy-in, rake e struttura dei livelli sono scelte della singola sala e non regole del gioco, quindi sono i primi numeri da cercare nella pagina di un torneo su un sito con licenza italiana come Betsson. Come si legge una struttura e perché i livelli cambiano il gioco sta nell'articolo sui tornei di poker online, livelli e stanchezza; il bankroll invece segue regole sue, diverse da quelle delle scommesse sportive, e le abbiamo messe a confronto nell'articolo sul bankroll nel poker.

Quali termini da tavolo non trovi nel regolamento?

Sono quelli che descrivono come si gioca invece di cosa si può fare, e nessun regolamento li nomina. Li senti in telecronaca e li leggi nei forum.

  • Limp: entrare preflop pagando solo il big blind, senza rilanciare.
  • Open raise: il primo rilancio del preflop. Il successivo si chiama 3-bet, quello dopo ancora 4-bet.
  • Squeeze: rilanciare dopo che uno ha aperto e almeno un altro lo ha pagato.
  • Continuation bet (c-bet): puntare sul flop dopo essere stato tu ad aprire nel preflop.
  • Check-raise: fare check e poi rilanciare chi ha puntato dietro di te nello stesso giro.
  • Value bet: puntare per farsi pagare da una mano peggiore della tua.
  • Hero call: pagare con una mano debole perché pensi che l'avversario stia bluffando.
  • Bad beat: perdere una mano in cui eri largamente favorito fino all'ultima carta.
  • Cooler: una mano forte che perde contro una ancora più forte, senza che nessuno dei due avesse modo di evitarlo.
  • Tilt: giocare peggio per irritazione, di solito dopo un bad beat.

Il bluff merita una riga a parte, perché è il termine che tutti conoscono e quasi nessuno colloca bene: non è una mossa a sé ma una puntata fatta con la mano peggiore, e online funziona in modo diverso da come la racconta il cinema, come abbiamo visto parlando di perché il bluff nel poker online funziona meno di quanto si pensi.

Imparare il vocabolario serve a capire cosa succede al tavolo, non a ottenere un risultato: nessun termine di questo elenco rende prevedibile l'esito di una mano, e saper nominare una situazione non vuol dire saperla giocare. Guide, approfondimenti e notizie sulla disciplina li trovi nella sezione poker di Scommessetop365, dove questi temi tornano spesso dal lato pratico.

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Domande frequenti

Che differenza c'è fra limp e call se metto la stessa cifra?

La cifra è la stessa ma il momento no, e il nome serve proprio a distinguerli. Si parla di limp solo nel preflop quando sei il primo a entrare pagando il big blind senza rilanciare: nessuno ha ancora alzato, e stai scegliendo di non farlo tu. Si parla di call quando qualcuno ha già puntato o rilanciato e tu pareggi la sua cifra. Detto in breve: il limp è un'apertura passiva, il call è una risposta. Nei giri successivi al preflop il limp non esiste più, perché senza una puntata da pagare l'azione gratuita si chiama check.

Come si leggono le sigle UTG, SB, BB e BU nelle mani scritte?

Sono abbreviazioni di posizione, e nelle mani raccontate per iscritto compaiono al posto dei nomi dei giocatori: BU per bottone, SB e BB per small e big blind, UTG per under the gun, CO per cutoff, HJ per hijack. Attenzione a BB, che ha due significati secondo il contesto: indica il giocatore al big blind, ma anche l'unità di misura delle fiches, per cui "stack da 40 BB" vuol dire quaranta volte il buio grande. Le carte si scrivono con l'iniziale inglese del seme e una s o una o finale: AKs è asso e re dello stesso seme (suited), AKo è asso e re scompagnati (offsuit).

I termini cambiano fra poker online e poker dal vivo?

Il vocabolario del gioco è lo stesso, ma online se ne aggiunge uno che dal vivo non serve. Il time bank è la riserva di secondi extra che hai quando il tempo normale per decidere scade. Il sit and go è il torneo che parte quando il tavolo si riempie invece che a un orario fissato. Il multitabling è giocare più tavoli insieme, cosa fisicamente impossibile dal vivo. Sono parole che incontri nella lobby di una sala online con concessione ADM come 888 Casino, non al tavolo di una sala da gioco fisica. In compenso dal vivo esistono termini che online non hanno oggetto, come il tell, il segnale involontario che un giocatore dà con il corpo, e lo string bet, la puntata fatta in due tempi che il regolamento del tavolo non accetta.

Valgono anche per il poker all'italiana e per l'Omaha?

Solo in parte. Le azioni di puntata e il vocabolario dei soldi valgono ovunque, perché sono comuni a tutte le varianti. Cambiano i termini legati alle carte: nel poker all'italiana si gioca con un mazzo ridotto, non ci sono carte comuni e quindi non esistono flop, turn, river e board, mentre compare il cambio, cioè la sostituzione di una o più carte. Nell'Omaha la struttura delle fasi resta identica al Texas Hold'em, ma le carte coperte sono quattro e vanno usate esattamente due, il che rende il termine nuts molto più insidioso. Le differenze in dettaglio sono nell'articolo su come funziona il poker Omaha rispetto al Texas Hold'em.

Prima di sederti a un tavolo

Il poker mette in gioco denaro reale, e conoscere il vocabolario non riduce quel rischio di un centesimo. Nessun termine, nessuna sigla e nessuna lettura del tavolo rende prevedibile il risultato di una singola mano.

Il gioco è riservato ai maggiorenni di 18 anni, è consentito solo su siti con licenza ADM e può causare dipendenza patologica. Gioca esclusivamente somme che puoi permetterti di perdere, decidi budget e tempo prima di sederti invece che durante, e non giocare per recuperare quanto hai perso. Chi sta ancora imparando le parole ha tutto l'interesse a farlo alle poste più basse che trova, dove l'errore costa il meno possibile, e soltanto su un sito con concessione ADM.

Se pensi che il gioco stia diventando un problema per te o per una persona vicina, il Telefono Verde nazionale 800 558822 dell'Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo. Trovi informazioni e servizi sul territorio nella sezione dedicata dell'ISS e sul portale del Ministero della Salute.

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