Pareggio basket scommesse: cosa significa la X dell’1X2 se il basket non ammette il pareggio

Pareggio basket scommesse: la X esiste nel listino, ma non esiste nel risultato della partita. Una gara di basket non può finire in parità, perché se al termine dei quattro quarti il punteggio è identico si gioca un tempo supplementare e si continua finché una squadra chiude avanti. La X che vedi accanto a un 1X2 di basket appartiene quindi a un mercato che si ferma ai tempi regolamentari: vince se al termine dei tempi regolamentari il tabellone segna lo stesso punteggio per le due squadre, anche se poi la partita viene decisa all'overtime.
Esiste il pareggio nel basket?
Come risultato della partita, no. Il regolamento non prevede che una gara si chiuda in parità: se i quattro quarti finiscono con lo stesso punteggio si disputa un tempo supplementare di cinque minuti, e se anche quello finisce pari se ne gioca un altro, e così via finché il tabellone non separa le due squadre.
Una precisazione sulla durata, perché più avanti si parla spesso del quarantesimo. I quattro quarti valgono quaranta minuti sotto regolamento FIBA, quindi in Serie A e nelle competizioni europee, e quarantotto in NBA, dove i quarti sono da dodici minuti. Il quarantesimo citato qui sta per la fine del tempo regolamentare: su un palinsesto NBA lo stesso mercato si chiude al quarantottesimo, e tutto il resto funziona identico.
È una differenza strutturale rispetto al calcio, dove il pareggio è un esito regolare che chiude la gara e dove la X vale un terzo del mercato principale. Nel basket quel terzo esito non ha nessun posto in cui stare, ed è il motivo per cui la colonna dei risultati finali di un campionato di pallacanestro contiene solo vittorie e sconfitte.
Il punto che confonde è che il tabellone passa comunque per una parità quasi in ogni partita, anche più volte, e in alcune partite quella parità capita esattamente all'ultima sirena del quarto quarto. Quel momento esiste, è registrato, e il gioco lo riconosce: semplicemente non è il risultato finale della gara, è il risultato di un segmento della gara. Su quel segmento si può scommettere.
Perché nelle scommesse sul basket compare la X dell'1X2?
Perché quel mercato non misura come finisce la partita, misura come finisce il tempo regolamentare. Nel listino lo trovi scritto per esteso, con diciture del tipo "1X2 tempi regolamentari", "esito finale tempi regolamentari" oppure "risultato al 40'", e quella dicitura è la parte che conta: è la dichiarazione di cosa viene osservato per decidere chi ha vinto la giocata.
Se il mercato dichiara di fermarsi al quarantesimo minuto, allora esistono davvero tre esiti possibili su quel segmento, perché al quarantesimo le due squadre possono essere avanti, sotto o esattamente pari. La X diventa un esito legittimo e quotabile, e i supplementari restano fuori per definizione.
Accanto, nello stesso listino, c'è quasi sempre il mercato standard del basket: due soli esiti, 1 o 2, che si chiude sul punteggio finale e include l'overtime. Sono due giocate diverse sulla stessa partita, e la differenza non si vede dalla quota, si vede dal nome. Chi parte da zero su questo sport trova il quadro completo dei mercati nella guida su come scommettere sul basket, che è il posto giusto da cui cominciare prima di aprire una schedina.
Non tutti gli operatori espongono l'1X2 sul basket, e chi lo espone non lo chiama allo stesso modo. Il modo più rapido per toglierti il dubbio è aprire il listino di una partita sul tuo sito, per esempio su Betwin360, e leggere il nome completo della voce prima di selezionarla.
Quando vince la giocata sulla X e cosa succede a 1 e 2?
La X vince quando il punteggio al termine del quarto quarto è identico. Punto. Quello che succede dopo non la riguarda.
Prendi una partita che arriva al quarantesimo sull'80 a 80 e si decide al supplementare, chiudendo 92 a 88 per la squadra di casa. Chi ha giocato la X sul mercato dei tempi regolamentari ha vinto, perché quel mercato guarda il tabellone dell'80 a 80 e lì si ferma. Chi ha giocato l'1 sullo stesso mercato ha perso, pur avendo indicato la squadra che si è aggiudicata la partita. E chi ha giocato l'1 sul mercato del vincente incontro ha vinto, perché quello legge il 92 a 88.
Tre giocate, una sola partita, tre esiti diversi, e nessuna ambiguità: ogni mercato è stato liquidato su quello che aveva dichiarato di misurare. Vale la pena notare anche il caso opposto: se la partita fosse finita 80 a 78 senza supplementare, la X sarebbe stata perdente e i due mercati avrebbero pagato la stessa cosa. Finché non c'è overtime i due listini danno sempre lo stesso risultato, e la differenza si manifesta solo nelle partite che vanno oltre il quarantesimo.
Sul trattamento dei supplementari negli altri mercati del basket, dalle statistiche dei giocatori all'handicap, abbiamo scritto una guida dedicata a cosa succede alla giocata quando la partita va ai supplementari.
Perché la quota sulla X nel basket è più alta delle altre?
Perché una parità esatta al quarantesimo minuto è un evento raro, e la quota di ogni esito riflette quanto quell'esito è ritenuto probabile.
La ragione è aritmetica prima che sportiva. In una partita di basket si segnano decine di canestri per squadra, da uno, due o tre punti, e i punteggi finali vivono su numeri alti. Perché il mercato chiuda in X non basta che le squadre siano vicine: serve che i due totali coincidano al punto esatto, su un intervallo di risultati plausibili che è molto largo. Nel calcio accade l'inverso, perché i gol sono pochi e lo zero a zero o l'uno a uno occupano una fetta grande di tutti gli esiti possibili.
Una quota alta però non è un'indicazione di convenienza, ed è l'errore di lettura più comune su questo mercato. Dice soltanto che l'esito è considerato improbabile, cosa che sul pareggio al quarantesimo è vera. Nessun mercato e nessun modo di leggerlo rendono una giocata sicura, e il margine del bookmaker resta dentro la quota anche quando il numero è grande. Chi tiene più conti aperti, mettiamo Eplay24 accanto a un altro sito, ha una ragione in più per confrontare: il nome del mercato e il regolamento che lo accompagna sono scritti da ciascun operatore per conto proprio.
In cosa l'1X2 del basket è diverso dall'handicap?
Nella domanda che ti fanno. L'1X2 ti chiede chi è avanti a una certa scadenza, e ammette la parità come terza risposta perché su quella scadenza la parità è possibile. L'handicap non ti chiede chi vince, ti chiede con quanto scarto, applicando un numero al punteggio prima di decidere.
È una distinzione che vale la pena tenere separata, perché nel basket le linee di handicap arrivano facilmente alla doppia cifra e si leggono con un metro diverso da quello del calcio. Il meccanismo è spiegato per intero nella guida su come funziona l'handicap nel basket, e qui basta sapere che i due mercati non sono intercambiabili: la stessa partita può dare X sull'1X2 dei tempi regolamentari e giocata perdente sull'handicap, senza nessuna contraddizione.
Anche in questo caso la dicitura comanda. Un handicap può riferirsi al tempo regolamentare o al risultato finale, esattamente come l'1X2, e due quote identiche su Sportium e su un altro sito possono appartenere a mercati intitolati in modo diverso. Leggere il nome per esteso costa pochi secondi e toglie l'unico dubbio che conta.
Domande frequenti
Il pareggio vale anche per le scommesse su un singolo quarto o sul primo tempo?
Sì, e lì è molto meno raro. Un quarto o un tempo si chiudono in parità con una certa regolarità, perché i punti segnati in dieci o venti minuti sono una frazione di quelli di una partita intera e i due totali hanno meno spazio per divaricarsi. Quei mercati si liquidano sul solo segmento indicato, quindi i supplementari ne restano fuori per costruzione, anche quando la partita ci arriva.
Cosa succede se accanto all'1X2 non c'è scritto a quale tempo si riferisce?
La presenza stessa della X è già un indizio forte che si tratti del tempo regolamentare, perché su un mercato che comprende i supplementari quel terzo esito non avrebbe nulla da liquidare. Il dato certo però sta altrove: nelle regole dell'operatore, alla voce sui tempi supplementari, e nel dettaglio della giocata dentro lo storico del conto, dove compare il nome completo del mercato così come verrà applicato.
Esiste un mercato sul pareggio dopo i tempi supplementari?
No, e non può esistere. Se un supplementare si chiude in parità se ne gioca un altro, e il meccanismo si ripete senza un limite prefissato finché il punteggio non separa le due squadre. Un esito "pareggio al termine dei supplementari" non avrebbe mai una condizione di verifica, quindi nessun listino lo propone.
Prima di giocare
Capire come viene liquidato un mercato serve a sapere cosa stai comprando, non a prevedere come andrà la partita. Nessuna giocata è sicura: il margine resta a favore del bookmaker e perdere fa parte del gioco.
Il gioco è riservato ai maggiorenni di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca solo somme che puoi permetterti di perdere, non inseguire mai le perdite e imposta i limiti di deposito prima di cominciare, non dopo.
Verifica sempre che il sito su cui giochi abbia una concessione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: in Italia è il requisito che distingue un operatore legale da uno che non lo è. I link agli operatori presenti in questa pagina sono commerciali: se apri un conto potremmo ricevere un compenso, senza alcun costo aggiuntivo per te e senza che questo cambi quello che leggi qui.
Se pensi che il gioco stia diventando un problema per te o per una persona vicina, il Telefono Verde nazionale 800 558822 dell'Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo. Trovi informazioni e servizi sul territorio nella sezione dedicata dell'ISS e sul portale del Ministero della Salute.

